Attualizzare il personaggio di Conan Doyle , Sherlock Holmes, 122 anni dopo il suo esordio letterario , celebre investigatore privato dall’acuto ingegno , non era di sicuro impresa semplice. Il regista non si è affidato, perciò , alle tradizionali costruzioni che ormai sono entrate nell'immaginario collettivo (ad esempio "elementare Watson" oppure il cappello per la caccia alle lepri); Ritchie insieme ai suoi collaboratori ha riletto e reinterpretato tutti i libri dando vita ad un film che spiazza e stupisce il pubblico.La lettura piuttosto "pulp" del personaggio di Sherlock Holmes offerta da Guy Ritchie, con il detective con la pipa che calcola mentalmente i colpi da infliggere ai propri avversari, per poi farli fuori a suon di pugilato, allontana lo spettatore dalla visione tradizionale,dando al personaggio caratteristiche a volte simili ad un James Bond d’oltremanica ed ottocentesco,a volte simili ad un Robert Langdon capace di usare le maniere forti,ed a volte a Dylan Dog,rendendolo inoltre più che un investigatore privato,un investigatore di magie occulte.Il regista fornisce solo alla fine un ‘unica e quanto meno appropriata visione originale del personaggio di Sherlock Holmes nella frase dell’investigatore:"Ma quale magia. Solo trucchi da prestigiatore e un pizzico di chimica".Ma il film, per quanto non fedele alla sua idea originale,cattura per molte ragioni diverse e allo stesso tempo valide. Finendo per tenere incollati anche gli spettatori più scettici. La Londra di fine Ottocento che vediamo far da sfondo alle avventure dei protagonisti è ricreata fedelmente; siamo in piena rivoluzione industriale, e il degrado derivato dal sovraffollamento cittadino è ben rappresentato. Invece di girare solamente in abitazioni di lusso, dove il vecchio Holmes svolgeva le sue indagini, il regista immerge l'investigatore nella realtà contemporanea, aiutato anche dalle nuove tecnologie che permettono di ricreare perfettamente la capitale inglese nel 1890 (bellissima l'immagine del Tower Bridge in costruzione). Ma il vero colpo di genio è stato modificare completamente le due figure principali: lo Sherlock Holmes e il John Watson di Guy Ritchie sono due personaggi totalmente nuovi. Il cast perfettamente equilibrato nelle forze, sia maschili che femminili, formato da Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams e Kelly Reilly pone al centro delle scena il protagonista Holmes ed attorno a lui gli attori si muovono in modo convincente, sempre, costruendo una storia che ha tratti avventurosi come tratti romantici ben miscelati. Insomma, è sicuramente nata una nuova saga al cinema.(cosa che bel si capisce nelle ultime scene) Guy Ritchie ci prende ancora in giro e a cazzotti, come in tutti i suoi film,ma questa volta il suo cinema riesce ad arrivare proprio a tutti.
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