|  Parlare di Fabrizio De Andrè non è mai stata cosa facile e lungi da noi essere una delle “tante” voci nel coro, cerchiamo di rendere omaggio alla figura del cantautore genovese senza retorica e con il giusto rispetto per una figura così complessa ed affascinante. Il 18 febbraio 1940 Faber nasce a Genova e scoppiata la guerra, la famiglia si rifugia nella campagne dell’ Astigiano, mentre il padre di Fabrizio, ricercato dai fascisti, si dà alla macchia. Nel 1945 la famiglia De André torna a Genova dove Fabrizio frequenta le elementari e prosegue gli studi ginnasiali, liceali e infine universitari, interrompendoli a sei esami dalla laurea in giurisprudenza. Ma intanto è nata di prepotenza la vocazione per la musica: Fabrizio studia prima il violino, poi la chitarra, suona in gruppi jazz, si esibisce in pubblico cantando canzoni francesi, cominciando a scrivere brani tutti suoi. Nel 1958 esce il primo disco mentre negli anni sessanta escono altri dischi contenenti brani destinati a divenire dei classici come "La guerra di Piero", "La ballata dell'eroe" e "La canzone di Marinella", che nel '68 viene incisa da Mina e trasforma De André da autore per pochi intimi ad autore di successo. Nel 1975 collabora con De Gregori e nel ’77 va in tour con la PFM per anni di straordinaria musica dal vivo. Dopo il periodo passato in Sardegna sotto sequestro, l’esperienza lo segna e allo stesso tempo lo ispira per album che incontrano il successo ed allo stesso tempo entusiasmano la critica. Negli anni ottanta collabora con Mauro Pagani per poi unire la lingua genovese alle sonorità della tradizione mediterranea. Negli anni novanta escono album come “Le nuvole”, con grande successo di vendite e di critica, e successivo trionfale tour. Nel 1991 esce il doppio live "1991 – Concerti”, seguito nel 1992 da un nuovo tour teatrale. Per un nuovo album di De André bisogna aspettare fino al 1996, anno in cui viene pubblicato “Anime salve”, che offre a De André il pretesto per un altro importante tour. I concerti però si interrompono nell'estate del 1998 per motivi di salute. Sono le prime avvisaglie di una malattia incurabile, vissuta con grande riservatezza e coraggio. Fabrizio De André muore a Milano nel gennaio del 1999 lasciando dietro di se un grande vuoto ed al di là della sua immagine schiva e riservata, lascia un patrimonio di classe e cultura di altissimo livello. Spesso il termine “Poeta” risulta abusato ma quello che è certo è che in questo caso proprio non lo è! Si può amare oppure odiare la sua musica, ma rimanervi indifferente è impossibile……e se si cammina per i vicoli della sua Genova c’è chi è pronto a giurare che la sua voce riecheggia ancora per quelle viuzze.
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