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Sismo Flash


 Ci sono due sassi nella scarpa di Silvio Berlusconi che sono: Veronica Lario e Gianfranco Fini. Della prima non parlo perché ne parlano tanti e troppo. La sua è una vicenda privata che poco mi interessa. Trovo molto più interessante parlare della mamma..Gianfranco Fini di cui possiamo parlare. Partiamo dal lungo percorso della suocera Fini e delle sue svolte continue, sempre “coerenti”.

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SISMO MOVIE
Sherlock Holmes: "non gli sfugge nulla"
Scritto da Bruna Astore    PDF Stampa E-mail
Attualizzare il personaggio di Conan Doyle , Sherlock Holmes, 122 anni dopo il suo esordio letterario , celebre investigatore privato dall’acuto ingegno , non era di sicuro impresa semplice. Il regista non si è affidato, perciò , alle tradizionali costruzioni che ormai sono entrate nell'immaginario collettivo (ad esempio "elementare Watson" oppure il cappello per la caccia alle lepri); Ritchie insieme ai suoi collaboratori ha riletto e reinterpretato tutti i libri dando vita ad un film che spiazza e stupisce il pubblico.La lettura piuttosto "pulp" del personaggio di Sherlock Holmes offerta da Guy Ritchie, con il detective con la pipa che calcola mentalmente i colpi da infliggere ai propri avversari, per poi farli fuori a suon di pugilato, allontana lo spettatore dalla visione tradizionale,dando al personaggio caratteristiche a volte simili ad un James Bond d’oltremanica ed ottocentesco,a volte simili ad un Robert Langdon capace di usare le maniere forti,ed a volte a Dylan Dog,rendendolo inoltre più che un investigatore privato,un investigatore di magie occulte.Il regista fornisce solo alla fine un ‘unica e quanto meno appropriata visione originale del personaggio di Sherlock Holmes nella frase dell’investigatore:"Ma quale magia. Solo trucchi da prestigiatore e un pizzico di chimica".Ma il film, per quanto non fedele alla sua idea originale,cattura per molte ragioni diverse e allo stesso tempo valide. Finendo per tenere incollati anche gli spettatori più scettici.
La Londra di fine Ottocento che vediamo far da sfondo alle avventure dei protagonisti è ricreata fedelmente; siamo in piena rivoluzione industriale, e il degrado derivato dal sovraffollamento cittadino è ben rappresentato. Invece di girare solamente in abitazioni di lusso, dove il vecchio Holmes svolgeva le sue indagini, il regista immerge l'investigatore nella realtà contemporanea, aiutato anche dalle nuove tecnologie che permettono di ricreare perfettamente la capitale inglese nel 1890 (bellissima l'immagine del Tower Bridge in costruzione). Ma il vero colpo di genio è stato modificare completamente le due figure principali: lo Sherlock Holmes e il John Watson di Guy Ritchie sono due personaggi totalmente nuovi. Il cast perfettamente equilibrato nelle forze, sia maschili che femminili, formato da Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams e Kelly Reilly pone al centro delle scena il protagonista Holmes ed attorno a lui gli attori si muovono in modo convincente, sempre, costruendo una storia che ha tratti avventurosi come tratti romantici ben miscelati.

Insomma, è sicuramente nata una nuova saga al cinema.(cosa che bel si capisce nelle ultime scene) Guy Ritchie ci prende ancora in giro e a cazzotti, come in tutti i suoi film,ma questa volta il suo cinema riesce ad arrivare proprio a tutti.

 
Stanley Kubrick
Scritto da Bruna Astore    PDF Stampa E-mail

A dieci anni dalla sua scomparsa Kubrick maestro indiscusso della storia del cinema,dal personalissimo metodo di lavoro e dall’espressività lontana dai canoni Hollywoodiani, rimane il più grande visionario del XX secolo dietro la macchina da presa.

“Se qualcosa può essere pensato allora può essere raccontato in un film” [Kubrick]

Senza mai lasciarsi dominare dalle convenzioni,ma trasfigurandole,ha costruito in ogni suo film una visione allucinata della realtà senza mai sottendere nè rassegnazione né condanna,ma lasciando totalmente allo spettatore spunto per una più personale e libera riflessione; Stanley Kubrick rimane il regista più eclettico che sia mai esistito,in grado di muoversi in tutti i generi cinematografici ,innovandoli ed arricchendoli,tanto da costituire con ogni suo film un punto fermo del genere a cui appartiene.

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Il curioso caso di Benjamin Button

 

 

Il film di David Fincher è tratto da un racconto di Fitzgerald, è lungo ed un po’ lento ma non annoia mai. Rappresenta un affresco della storia americana del novecento ed è una metafora del tempo trattato in modo anomalo come solo anomalo può essere un orologio che conta il tempo all’indietro. Il protagonista, interpretato da Brad Pitt, è Benjamin Button che nasce nel 1918 alla fine della prima guerra mondiale, è un bimbo in fasce ma ha la salute di un novantenne con artrite, cataratta, sordità etc. Dovrebbe morire il giorno dopo e invece più passa il tempo più ringiovanisce. La sua è una vita al contrario che attraversa il Novecento americano sempre alla ricerca del primo e unico amore, una donna molto più emancipata, libera e in linea con il suo tempo di lui. L'unico momento in cui si potranno trovare sarà all'incrociarsi delle loro età di mezzo.Detto questo non è il solito polpettone mieloso strappalacrime ma un film piacevole in diverse parti. Si narra una storia con un espediente classico: a partire dalla modernità, attraverso le memorie di un diario letto alla protagonista ormai anziana e in punto di morte.La pellicola fa riflettere su come si comporterebbe un vecchio con la testa di un bambino e come un giovane con l'esperienza di un vecchio, tentando di conseguenza una riflessione sulla morte e sulle possibilità di sfruttare al massimo la propria vita.Gli effetti speciali sono di alto livello, le atmosfere della vecchia New Orleans fanno effetto, alcune parti fanno sorridere ed altre riflettere, insomma non è un capolavoro ma se si vuol stare al cinema per più di due ore è il film giusto!
 


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